Le 6 giovani cantine da non perdere


Only Wine Festival. Itinerari di vino. Etesiaca Blog

Le degustazioni più belle sono quelle dove si incontrano persone meravigliose.

Sicuramente lo sono state quelle di Città di Castello, durante Only Wine Festival, un sabato scandito da alcune interessanti sorprese di giovani produttori e piccole cantine.

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Se non ci siete mai stati, vi consiglio caldamente di partecipare a questo evento. La location è quella del centro storico di Città di Castello, comune della provincia di Perugia, che con le sue torri ben rappresenta l'Umbria, una delle regioni che più amo (anche e soprattutto da un punto di vista enologico).

La mostra mercato si svolge nelle stanze tardo rinascimentali di Palazzo Bufalini, bellissimo edificio situato nella piazza centrale della città, dove per partecipare ai banchi d'assaggio è sufficiente procurarsi il calice di degustazione con i vari assaggi abbinati (15 € per 7 degustazioni, comprensivi di calice e tasca portabicchiere). Essendo una mostra mercato inoltre, è possibile anche acquistare qualche bottiglia presso gli stand, dove i produttori hanno allestito la loro piccola cantina, per facilitare gli assaggi e la conoscenza.

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Ma veniamo a noi.

Quello che più mi è piaciuto sono state le degustazioni, ma soprattutto le persone con cui ho avuto modo di parlare, nonostante il momento nemmeno tanto facile per molti dei vignaioli presenti (questa è stata per tutti loro la settimana di ghiaccio e freddo che ha colpito la maggior parte delle vigne italiane, non facendo sconti a quasi nessuna regione).

Sicuramente percorrendo i numerosi banchi d'assaggio ed avendo modo di conoscere nuove realtà e nuovi vini, non si poteva non notare la crescita di qualità di questa manifestazione, non soltanto in termini di organizzazione per operatori e winelovers, ma anche per le realtà presenti e per il frutto del loro lavoro. Tanti piccoli e giovani produttori, che, ahimè, molto difficilmente si riescono a trovare nella carte dei vini dei ristoranti (talvolta solo in qualche locale o enoteca più rifornita), e che sempre più spesso vado cercando di promuovere proprio tra gli addetti alla ristorazione.

Ecco quelli con cui mi sono soffermata a parlare e che vi consiglio assolutamente di non perdere.

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1. CONDE': azienda romagnola di Predappio (Fc), guidata dalla giovanissima Chiara Condello (e nella sua tenuta Borgo Condè, dove sono stata di recente un paio di giorni a rilassarmi, una location increndibile che sia per gli ottimi vini che per i suoi servizi, è davvero da visitare_cliccando qui) e che merita una menzione speciale per il suo Raggio Brusa 2013, in assaggio in anteprima a Only Wine, un Sangiovese in purezza che proviene da parcelle selezionatissime e che si fa grande ambasciatore della Romagna (niente da invidiare ai nobili rossi toscani oserei dire), per la sua inconfondibile mineralità e raffinatezza.


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2. IL ROGLIO: piccola azienda di 4 ettari nei pressi di San Casciano Bagni, al confine tra Umbria e Toscana, dove non si fa solo tradizione ma anche e soprattutto innovazione. Una scelta importante quella di una piccola cantina, che ha deciso di "restaurare" la vecchia vigna del 1962 e parallelamente di impiantare nuovi vigneti di Chardonnay, Merlot, Grechetto e Sangiovese. Da amante dei bianchi, non posso non menzionare la versione magnum dello Chardonnay in purezza, che esprime una complessa fragranza ed una spiccata rotondità, dovuta all'affinamento di 5 mesi sulle fecce fini e seconda fermentazione, ed agli ulteriori 6 mesi di affinamento in bottiglia. Notevole e da premiarne l'audacia.


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3. PODERE DI POMAIO: cantina green, biologica e davvero impegnata e rispettosa per la natura, per le sue numerose attività collaterali all'azienda (Think Green), guidata da Marco Rossi, con cui abbiamo avuto il piacere di parlare, e dal fratello Iacopo, situata nelle bellissime campagne di Arezzo, al confine con l'Umbria. Meraviglioso, fresco ed avvolgente il Rosantico, tanti aromi e profumi che si concretizzano in bocca con un'esplosione di fiori e frutti di questo rosato fatto di Sangiovese in purezza, vinificato in tini di accaio con breve macerazione sulle bucce a temperatura controllata. Un vino da degustare a pranzo o a cena in Piazza Grande ad Arezzo da Mest (uno dei miei ristoranti preferiti della città). Una curiosità: l'azienda produce Clante, edizione limitata di uve Merlot, provenienti dalle 1000 piante coltivate ad alberello, assolutamente da non perdere!



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4. LE CANTINE DI FIGARO: azienda biologica marchigiana di Ripatransone (Ap), che produce, con grande passione descritta da Carlo Vicari, vini dal sapore genuino e schietto. Mi sono piaciuti molto i bianchi, Passerina e Pecorino, ma anche il Rosso Piceno Superiore DOC, un vino equilibrato e rotondo, che ben si abbina a piatti di carne e di cacciagione. Davvero interessante Tabatha 121212, Syrah in purezza, presentato in anteprima ad Only Wine, profumi intensi e note di cioccolato e vaniglia che accompagnano in bocca i tannini molto persistenti di questa bottiglia, che, devo dire, si può meritare anche il palco da attore protagonista come vino da meditazione.


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5. DIEGALE: in Maremma nel comune di Civitella Marittima, un territorio splendido e, oserei dire, di mezzo (che risente dell'aria fresca della montagna e della brezza marina proveniente dal mare), si trova questa azienda a conduzione familiare, che sta facendo della qualità il suo punto di forza. Anche con scelte audaci e di controtendenza. Mi hanno colpito di Diegale, Cuordicrù, spumante ottenuto da metodo classico con uve Chardonnay e Pinot Nero, e Ciarlibò, rosato fatto di Grenache in purezza, ottimi entrambi, da avere come scorta in frigorifero, soprattutto in primavera ed estate, per un aperitivo degno di nota.



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6. LUPINARI: a Bucine, nalla Valdambra tra le colline che circondano Arezzo, Siena e Firenze, forse uno dei triangoli più belli della Toscana, sorge questa Tenuta, dove il modo di fare vino è sempre stato naturale, niente chimica né in vigna né in cantina, solo testa, braccia e cuore (e chi si fa guidare dalla passione e dall'amore lascia sempre un segno!). E infatti non passa certo inosservato Sottopelle, un vino vinificato in acciaio che macera sulle bucce per 15 giorni, per poi essere affinato in barriques di secondo terzo passaggio per 7 mesi. Un assaggio complesso per un vino che esce completamente dagli schemi (e che colpisce proprio per questo!), che mi sono ripromessa di assaggiare in abbinamento ad un piatto che lo esalti come si deve (come qualche piatto della tradizione toscana).

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