Una Toscana d'autore

Autore: Guido Zini


Villa Corliano Firenze Toscana Etesiaca itinerari di vino

Mi piace immaginare la Toscana del vino come un mosaico fatto di grandi e piccoli tasselli, ognuno dei quali, con la sua sfumatura, contribuisce a rendere speciale l'insieme. A ogni evento a cui partecipo, questo mosaico si arricchisce di nuovi colori..

Biennale Enogastronomica Firenze Etesiaca itinerari di vino

..che spesso e volentieri spuntano da zone magari meno note, ma comunque dotate di qualità e potenziale.

Nel caso della Biennale Enogastronomica di Firenze, ospitata a novembre nelle sale della Fortezza da Basso, ho potuto apprezzare in particolare il lavoro di una piccola e vivace cantina che opera a pochi chilometri dal capoluogo.

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VILLA CORLIANO

Nelle colline sopra Brucianesi, piccola frazione di Lastra a Signa (FI) che si sviluppa lungo l'Arno, si trova la tenuta settecentesca di Villa Corliano, con i suoi sei ettari e mezzo di vigne in parte rivolti verso il fiume, in parte conservati in posizione protetta dai boschi circostanti. Si crea così un mix di condizioni microclimatiche ideale per produrre vini “d'autore” (come recita lo slogan aziendale), dotati di grande solidità e spessore; un'impronta che col pensiero mi rimanda al noto Masso della Gonfolina, da qui poco distante, l'enorme macigno protagonista di leggende e importanti avvenimenti del passato, a cui l'intera zona deve la sua conformazione pedologica, in quanto per migliaia di anni ha ostruito il corso dell'Arno provocando l'allagamento dell'area.

Nella famiglia Pancani, proprietaria della tenuta da circa 30 anni, sono soprattutto i giovani - mi racconta Giulia, presente alla Biennale - a spingere per dare all'attività vinicola una direzione moderna, attuando una selezione dei cloni e il reimpianto di diversi filari. Le uve coltivate coniugano tipicità e tendenze internazionali, due anime perfettamente integrate nelle etichette proposte, dove predominano i vini rossi.

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Inizio appunto con l'Italorosso 2015 IGT Toscana, blend di sangiovese e syrah in egual misura, con affinamento in serbatoi di cemento. Partenza quanto mai bruciante, perché l'Italorosso, dal bel colore rubino scuro, possiede aromi intensi e speziati, e corpo energico con richiami terrosi. Il sorso è asciutto, giusto un po’ allappante, alcolico, caldo ed equilibrato, perfetto per chi vuole un vino quotidiano che esce dai soliti schemi.

Si passa al primo esponente dell'identità territoriale, il Cursore 2015 IGT Toscana, dove la foglia tonda si sostituisce al syrah, sempre in abbinamento al sangiovese: l’affinamento delle due uve avviene in modo separato (8/10 mesi in botti di legno) con assemblaggio prima della messa in bottiglia. Lo spirito dinamico del Cursore traspare subito dalle tonalità profonde, tendenti al violaceo, frutto di una lunga estrazione che infonde complessità ai profumi. Al palato i tratti morbidi convivono in armonia con note fresche e sincere, per una beva disinvolta e di gradita persistenza: in sintesi un riuscito compromesso fra tradizione e stile contemporaneo.

Nel Ghirigoro 2013 IGT Toscana sangiovese e foglia tonda si sommano al cabernet sauvignon (85%), con fermentazione prima in cemento e poi in barriques, in cui il riposo si protrae – a seconda delle annate – fino a 18 mesi. Colore rubino pastoso e naso robusto non lasciano dubbi sulla consistenza di questo vino, un succo denso e avvolgente che abbonda di note dolci, aggraziate, ma che resta sempre scorrevole, riuscendo così – nella mia opinione - ad abbracciare il gusto di più consumatori.

A salire arriva il Chianti Briccole Riserva 2013 DOCG Colli Fiorentini, sangiovese con un piccolo saldo di cabernet sauvignon, che raggiunge due anni di elevazione in botti di legno da 500 litri. Dalla tonalità rosso granata, lievemente scarica, si intuisce l’anima di un Chianti autentico, fatto per la tavola e per il cibo toscano; gli aromi netti, di frutta matura mista a sentori terziari, confermano la mia sensazione. In bocca dominano acidità e finezza, con una struttura snella sostenuta da tannini leggeri, caratteristiche che rendono il Briccole facile da bere in occasione dei pasti.

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Per chiudere il cerchio non poteva mancare un gustoso Vin Santo, il Dedicato 2006 DOC Colli dell’Etruria Centrale, uvaggio 90% trebbiano e 10% malvasia, da grappoli selezionati e lasciati sui graticci fino al gennaio successivo alla vendemmia, mentre il tempo trascorso nei caratelli può superare i sei anni. Nel caso del mio assaggio, di anni ne sono passati dodici: momento propizio per testare l’evoluzione del Dedicato. Il manto ambrato brilla per limpidezza e suggerisce una trama asciutta, poi intervengono i soffici odori di nocciola, mandorla e miele a colmare il bicchiere. In bocca l’impatto è disteso, bilanciato; si avverte uno sviluppo degli zuccheri ormai completo e grande precisione nei sapori: un nettare da sorseggiare senza fretta e da lasciar dispiegare sul palato.

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Guido Zini, autore del pezzo di oggi, ci racconta l'esperienza della giornata: "Con Villa Corliano la Toscana scrive un’altra pagina felice nel proprio libro dei vini, grazie a prodotti dal profilo molto curato, ma allo stesso tempo semplici e accessibili anche per il consumatore medio: un risultato non facile da raggiungere, e che dà ancor più risalto al lavoro della famiglia Pancani."

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