Un cin cin di Natale..

Autore: Guido Zini


Vinoè Etesiaca itinerari di vino

In vista delle festività, Prinz, società di punta nella distribuzione di bevande in Toscana, offre ai propri clienti almeno 27 buoni motivi per brindare al Natale e al Capodanno 2019..

Vinoè Etesiaca itinerari di vino

..sotto l'insegna del vino di qualità.

Sono appunto 27 le aziende partecipanti all'evento Cantine Prinz, che all'Hotel St. Regis di Firenze hanno portato sui banchi d'assaggio le loro selezioni inserite nel catalogo del marchio distributore. Un catalogo in cui ogni parte d'Italia trova posto e che racconta grandi e piccole realtà della nostra produzione nazionale.

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Il primo approdo è all'azienda agricola Arrigoni di La Spezia, che conta oggi su un’ampia linea commerciale, ma che resta legata al cuore d'origine, la Lunigiana, sede della Tenuta Rosadimaggio. Da lì provengono i due Colli di Luni DOC in degustazione, il Vermentino "Giumin" e il Vermentino Superiore "La Cascina dei Peri" (dal nome della singola vigna da cui nasce). Entrambi vinificati in solo acciaio, da raccolta manuale delle uve e con lavorazione a basse temperature, possiedono caratteri complementari. Il "Giumin" si rivolge al consumo quotidiano senza rinunciare al gusto, ha naso oleoso con velo di mandorla tostata, e corpo rotondo, generoso in salinità. Il Superiore gioca invece su un registro elegante: strutturato, grazie ai suoi 13 gradi e mezzo, resta sempre affabile e dona una beva asciutta, minerale e persistente. Due stili di Vermentino molto convincenti, in cui è evidente la mano di chi conosce bene la terra di provenienza.

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Attraverso idealmente il mare per arrivare in Sardegna, e più precisamente in Romangia, patria della tenuta Nuraghe Crabioni di Sorso (SS), situata proprio di fronte al Golfo dell’Asinara. Le vigne si trovano a poca distanza dalla spiaggia, in una fascia conosciuta per la sua fertilità, e godono di un clima mite e temperato: circostanze perfette per valorizzare le storiche uve autoctone, vermentino in primis, che l’azienda declina in più interpretazioni. Qui Nuraghe Crabioni porta il Geridu (dall’antico nome della cittadina di Sorso), bianco d’ingresso della gamma, maturato in acciaio, figlio di una vendemmia complessa realizzata in varie tornate, ma che mantiene intatta la stoffa del vitigno. Note olfattive leggere, aggraziate da sfumature tropicali, confluiscono in un sorso vivace, armonico, che ha le sue doti migliori nell’acidità e nella notevole lunghezza, fino a stemperarsi in un finale morbido.

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Un nuovo salto a nord e giungo alla Cantina Toblino, di Sarche (TN), che riunisce decine di soci viticoltori della Valle dei Laghi (molti dei quali in regime biologico), per provare l’unico vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino, la nosiola. Una varietà descritta come rustica e sensibile, dal grappolo spargolo, poco propensa a subire interventi in vigna, ma dall’animo delicatissimo una volta imbottigliata, tanto che nei suoi esemplari più pregiati è destinata a ricavare il prestigioso passito Vino Santo. Nella versione secca d’annata, che vinifica in solo acciaio, la nosiola si fa apprezzare come aperitivo o in abbinamento a pesci d’acqua dolce: un’attitudine subito suggerita dal colore, quasi trasparente e dai riflessi verdognoli. Negli aromi prevalgono accenni floreali, ornati da rimandi a frutta esotica; il sorso è equilibrato, pulito, agile, improntato alla semplicità, come si addice a un vino dallo spirito sincero e conviviale. Un’altra etichetta attrae la mia attenzione: si tratta del rosé Lagrein Krezter, dalla tipica uva altoatesina che in alcuni punti del Trentino trova un habitat altrettanto confortevole. La macerazione sulle bucce, che oscilla tra le 24 e le 48 ore, riveste questo Kretzer di un colore acceso e brillante; profumi pieni, marcati da frutti di bosco, introducono a un sapore deciso, ricco di fragranze e percorso da una sottile vena acidula che contribuisce alla piacevolezza complessiva.

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Discendo di poco e sulle coste del Lago di Garda affronto l’ultima tappa, la cantina Monte del Fra’ di Custoza (VR), che nella sua gamma propone tutte le denominazioni più note della zona. Un posto d’onore spetta sicuramente al Lugana DOC, 100% uve trebbiano (o turbiana) coltivate nel comune di Peschiera. Un vitigno versatile, capace di rese importanti in termini di complessità grazie al suolo morenico e alle condizioni ambientali di tipo mediterraneo, che Monte del Fra’ esalta con una raccolta portata fino ai primi d’ottobre e con un ampio affinamento in acciaio. Questo lavoro si traduce in un vino vigoroso e solido, a partire dal colore giallo carico, impreziosito da nuances dorate. Anche al naso ha un impatto stimolante: un’onda percorsa da sentori netti, erbe e fiori di campo in particolare. In bocca il Lugana mostra un profilo evoluto, dalla beva densa e avvolgente, e conserva un eccellente bouquet di estratti primari, riempiendo il palato in modo durevole. Un prodotto di alta godibilità, da provare anche con piatti di una certa consistenza.


Guido Zini, autore del pezzo di oggi, ci racconta la sua esperienza durante la giornata di oggi: "Come ormai avviene da quattro edizioni, l’evento Cantine Prinz non solo raccoglie un’accurata selezione di ottime aziende, ma consente agli operatori del settore di essere costantemente aggiornati sui progressi del mondo vinicolo nazionale. Merito a Prinz per la scelta di un catalogo sempre attento alle novità – soprattutto in campo bio – e che sa rendere conto di una produzione così ampia e diversificata".

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