Toscana terra di spumanti?

Autore: Guido Zini


Vinoè Etesiaca itinerari di vino

Per la terza edizione di Vinoé, l’annuale rassegna enoica della Fisar, molte conferme e molte novità fra le cantine partecipanti: segno di un movimento italiano del vino che da un lato mantiene grande continuità, dall’altro riesce sempre a offrire spazi per proposte inconsuete o dalla storia recente.  

Vinoè Etesiaca itinerari di vino

Il “microcosmo” toscano - presente in forze alla Stazione Leopolda di Firenze, sede dell’evento - rappresenta in modo esemplare questo felice momento, potendo contare su una pattuglia di piccole e intraprendenti aziende che affiancano i marchi più noti e che svolgono un ruolo alternativo e complementare alle tipiche denominazioni. In un breve excursus della mia esperienza fra gli stand di Vinoé cercherò di raccontare alcune realtà di particolare significato, per originalità dell'offerta, filosofia produttiva o provenienza insolita.

Vinoè Etesiaca itinerari di vino

CUPELLI - SAN MINIATO (PI)

Toscana terra di spumanti?

La prima risposta sarebbe di certo negativa.

E forse proprio per colmare tale lacuna che la famiglia Cupelli, ormai da ben dieci anni, ha indirizzato la propria attività verso la produzione quasi esclusiva di bollicine con metodo classico, gestendo in proprio ogni fase della lavorazione. Certo, non si è trattato di un totale salto nel buio: un'attenta analisi dei vigneti di proprietà ha evidenziato degli ottimi presupposti, quali la tendenza dei grappoli a uno sviluppo leggermente tardivo e, di conseguenza, a possedere una decisa componente acida. A ciò contribuisce una posizione favorevole, con la vicinanza al fiume Arno, corridoio naturale fra le montagne e il mare, che apporta ventilazione e mitiga le temperature. Una strada dunque intrapresa con grande consapevolezza, avvalorata dalla volontà dei Cupelli di voler esprimere l’identità del territorio piuttosto che cercare di imitare la concorrenza già affermata, a partire dai vitigni utilizzati, il trebbiano e il canaiolo, e dalla fermentazione in vasche di cemento, in ossequio al costume locale.

Il progetto vede la sua principale realizzazione ne “L’Erede”, spumante brut millesimato declinato in tre versioni: base 2015 (100% trebbiano, diciotto mesi di affinamento sui lieviti); riserva Limited 2013 (100% trebbiano, trentasei mesi di affinamento sui lieviti), rosé 2015 (100% canaiolo, con breve macerazione sulle bucce e ventiquattro mesi di affinamento sui lieviti). Tre spumanti molto concreti, che hanno nella struttura e nella pienezza il loro pezzo forte, sostenuti da una fragranza discreta e mai opulenta.

A mantenere il legame col passato resta il Vin Santo Bianco Pisano di San Torpè DOC Amelio 2008 (omaggio al nome del fondatore), da uve trebbiano e san colombano sottoposte ad appassimento di circa quattro mesi, con riposo di tre anni in caratelli: gustoso, caldo e sincero, perfetto per i consueti cantuccini di cui richiama fortemente l’aroma.

Vinoè Etesiaca itinerari di vino

ORNINA - CASTEL FOCOGNANO (AR)

Se il Casentino vive oggi una crescita impetuosa di interesse in campo vinicolo, lo si deve anche a precursori come l’azienda Ornina dei fratelli Biagioli, che da circa un decennio - sposando i principi della conduzione biologica e poi biodinamica – mostra il potenziale della valle con un numero limitato di bottiglie dal costante tasso di qualità. Parte del merito va sicuramente all’ampia varietà di vitigni autoctoni coltivati che, in combinazione fra di sé o con uve internazionali, forniscono alla gamma di Ornina un profilo esclusivo.

Con il 2018 arrivano alcune novità, e dopo un restyling generale delle grafiche in etichetta, fa qui il suo esordio in una grande kermesse lo spumante “Mahsarà” millesimato 2014, interamente elaborato in azienda con una genesi molto creativa. Si parte da una base di uve sangiovese e trebbiano d’annata, a cui viene aggiunto, per la seconda fermentazione, il mosto di uve appassite raccolte nella vendemmia successiva, con seguente evoluzione di circa due anni sui lieviti prima della sboccatura senza addizione di zuccheri. Abbiamo dunque un metodo che può fregiarsi in simultanea della qualifica di classico, ancestrale e a dosaggio zero: scelte complesse, ma in linea col pensiero di vignaioli che cercano di ricreare in ogni vino l’essenza dei luoghi d’origine. Penso non occorra aggiungere altro per stuzzicare la curiosità degli appassionati, che del “Mahsarà” potranno apprezzare la bontà degli aromi, il sorso elegante e la fine nota ossidata. In assaggio anche l’anteprima – ancora senza veste - del pinot nero in purezza che uscirà sul mercato a dicembre, e che promette di collocarsi fra le migliori interpretazioni di questo vitigno ormai di casa nel nostro Appennino.

VANEMPO – MONTEMURLO (PO)

Nel panorama toscano, la fascia geografica tra le province di Prato e Pistoia raramente si è distinta, tranne qualche meritevole eccezione, per vocazione vinicola, anche se, come in quasi tutta la regione, i vigneti erano senza dubbio diffusi. Del resto, la generica appartenenza alla vecchia denominazione Chianti Putto poco poteva apportare in termini di fortuna commerciale, per la difficoltà di caratterizzare il prodotto rispetto ad aree di maggior fama. Unendo queste considerazioni alla propria sensibilità, il vignaiolo Michele Sacchetti decide allora, negli anni 2000, di dare una svolta alla gestione della tenuta familiare di Poggio di Cicignano, adottando i principi dell’approccio biodinamico in agricoltura con il supporto di un profondo conoscitore della materia. Un’attività nata in principio quasi per scommessa e “avanza tempo”, modo di dire che ha poi ispirato il nome “Vanempo” dato alla linea dei vini. Le uve allevate appartengono alla tradizione locale, e in certi casi rappresentano vere e proprie rarità: un patrimonio che l’utilizzo di pratiche naturali e l’ispirazione all’insegnamento contadino permettono di valorizzare appieno.

Il “giovane” dell’azienda – non sembri un ossimoro - si chiama “Tramonto”, Rosso Toscana IGT 2016, blend di sangiovese 70%, canaiolo 20% e malvasia nera 10%, da vendemmia manuale, con mantenimento in barriques usate per diciotto mesi; robusto (14°) ma snello e dinamico, pregevole per bevibilità e pulizia, perfetto con salumi o carni alla brace.

La scala prosegue con “Aura”, Bianco Toscana IGT 2015, da uve San Colombano 45%, trebbiano 35% e malvasia bianca 20%, con lunga macerazione sulle bucce – da cui il colore ambrato - e maturazione in barriques usate per tredici mesi (dove svolge anche la fermentazione malolattica); corposo, imponente, denso di sensazioni e di grande persistenza, da abbinare anche con piatti dal sapore deciso.

Al gradino finale si trova il Passito 2016, stesse uve dell’Aura, ricavato da un procedimento che ricorda il metodo soleras, dove il mosto d’annata – dopo l’appassimento e la pigiatura - è travasato in botti contenenti vino delle annate precedenti, per poi affrontare un periodo di affinamento. Grazie a questo sistema il Passito mantiene acidità e freschezza, mentre le note dolci formano un velo sottile di sottofondo, che rimanda alla frutta secca; un volto eclettico, che trova i suoi compagni ideali in pasticceria, formaggi e pure qualche pietanza di carne.


Guido Zini, autore del pezzo di oggi, ci racconta la sua esperienza durante la giornata di oggi: "Dall’alto delle oltre 800 etichette esposte, Vinoé consolida la sua importanza fra le manifestazioni italiane collegate al mondo del vino, con un riscontro di pubblico in continuo aumento. Segno che per consumatori e produttori i banchi d’assaggio allestiti nella Stazione Leopolda rappresentano ormai un punto proficuo per lo scambio di conoscenze e di opinioni: un risultato possibile solo grazie alla professionalità di Fisar e dei suoi sommelier, ai quali va la mia gratitudine".

Ti è piaciuto l'articolo?

METTI MI PIACE ALLA PAGINA FACEBOOK!

Per te è solo un click, per noi è un piccolo riconoscimento di tutto il lavoro che stiamo facendo!

LEGGI ANCHE..

Capriccio divino blog Etesiaca itinerari di vino

Poggio Grande Val d'Orcia Unesco. Itinerari di vino. Foto Blog Etesiaca

Vitigni antichi blog Etesiaca itinerari di vino


Scrivi commento

Commenti: 0