Sulle pendici dell'Etna, il vino parla toscano..

Autore: Guido Zini


Sicilia Toscana blog Etesiaca itinerari di vino

La meraviglia dell'Etna non può lasciare indifferenti, nemmeno quando si parla di vino.

Anzi, il fascino di viti vecchissime, innestate su terreni lavici..

..e spesso a piede franco, è tale da indurre a nuove scelte professionali e di vita, come nel caso delle due esperienze incontrate al Vinitaly che sto per descrivere, entrambe curiosamente con partenza dalla Toscana.

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AZIENDA AGRICOLA PIETRO CACIORGNA

Paolo Caciorgna, enologo già affermato e colonna portante dell'azienda vinicola di famiglia - che reca il nome del padre Pietro, con sede a Casole d'Elsa (SI) - diventa assiduo frequentatore dell'Etna grazie al rapporto con il produttore Marco De Grazia, che lì possiede la sua tenuta delle Terre Nere. Orgoglioso delle proprie origini contadine, Paolo matura in fretta la volontà di voler perpetuare in qualche modo il sacrificio di chi per decenni ha mantenuto con fatica quei vigneti di montagna. La molla definitiva scatta nel 2005 dopo aver ricevuto in amichevole dono da De Grazia tre barriques, che andranno a custodire la prima annata del cru N'Anticchia (in dialetto siculo “un poco, un pizzico”, vista l'esigua quantità delle bottiglie ottenute). All'inizio Paolo si limita ad acquistare le uve da coltivatori locali, ma dal 2007 diviene proprietario di un piccolo appezzamento, a cui seguiranno altre parcelle per un totale attuale di oltre due ettari, collocati in gran parte fra i 700 e gli 800 metri. Sotto la sua supervisione, anziani esperti della zona conducono il lavoro in vigna (col tipico impianto ad alberello), mentre per la vinificazione funge da appoggio la cantina delle Terre Nere.

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Sono tre le etichette in degustazione provenienti dall'area dell'Etna, ognuna 100% da uve di nerello mascalese (con tracce di nerello cappuccio da piante sparse qua e là tra i filari) raccolte a mano.

Il Ciaurìa 2016 Etna Rosso DOC è il giovane della casa: da viti di età compresa fra gli 80 e i 120 anni poste sul versante nord del vulcano, svolge un affinamento in barriques usate che può arrivare a docici mesi. Dedicato a chi cerca un prodotto di pronto consumo, senza rinunciare alla raffinatezza, il Ciaurìa si presenta con colore rosso scarico tendente al granato, e offre aromi fini e balsamici, esaltati dalle forti escursioni termiche e dalla lenta evoluzione dei grappoli di nerello, qui accentuata dall'altitudine. In bocca si conferma sottile e delicato: i tannini agiscono con discrezione e non intaccano la gradevole componente fresca e acida. Servito a temperature adeguate, Ciaurìa può accompagnare anche piatti di pesce.

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Al passo successivo troviamo il Guardoilvento 2015 Etna Rosso DOC (nome ispirato ai venti che spirano incessanti sul vulcano), ricavato solo da uve della contrada Santo Spirito, e che svolge fino a 15 mesi in barriques di secondo passaggio. Tinte rosso-aranciate, Guardoilvento rivela profumi concentrati, morbidi, con note mentolate; all'assaggio mantiene grande bevibilità, con un piglio asciutto e sobrio, improntato alla pulizia. Un vino che si addentra tra le righe del nerello e ne esplora i tratti adulti, pur non tralasciando il piacere dell'immediatezza, e che si presta anche a un moderato invecchiamento.

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Arrivo infine al N'Anticchia 2014 Etna Rosso DOC, che ha dato il via all'avventura di Caciorgna in Sicilia. Nato da una selezione delle uve migliori, il cru affina circa diciotto mesi in barriques perlopiù nuove e riposa minimo sei mesi in bottiglia. Alla prova, il N'Anticchia restituisce in gusto la complessità e e il mistero di questa terra: colore rosso pieno, al naso prevale il senso di leggiadria, con odori di macchia mediterranea che si accompagnano a quelli di piccoli frutti rossi, mentre nel sorso si affacciano le note terziarie (tabacco, liquirizia, spezie). La struttura importante si avverte in modo soffuso, ben armonizzata da tenore minerale e tocco vellutato dei tannini, ma soprattutto da un'agilità che si mantiene costante.

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TENUTA BENEDETTA

Nel caso dei coniugi Daniele Noli e Laura Daviddi, proprietari di Tenuta Benedetta (dal nome della figlia, i cui occhi campeggiano sulle splendide etichette), l'attrazione per l'Etna attraversa i confini della mera iniziativa imprenditoriale, e diventa il motore per intraprendere un coraggioso progetto familiare. Farmacista e ragioniera, provenienti da Foiano Della Chiana (AR) e appassionati di vino, Daniele e Laura conoscono la Sicilia prima come meta vacanziera, ma viaggio dopo viaggio si invaghiscono di quelle vigne centenarie cresciute su un suolo magico, fino a decidere l'acquisto di alcuni terreni su due diversi versanti del monte. La Tenuta Benedetta inaugura ufficialmente l'attività nel 2013, con l'ausilio di fidati collaboratori del luogo che provvedono anche a ospitare l'attrezzatura aziendale; da subito si adotta un metodo di conduzione biologico, come perno di un approccio etico rintracciabile in ogni aspetto della produzione, oggi collocata attorno alle 8-10.000 unità totali.

Dalle premesse si può intuire il legame intimo e personale che corre fra l'Etna e questa coppia della provincia di Arezzo: non resta allora che vedere qual è il frutto dell'opera di Daniele e Laura.

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Esordio accattivante col bianco Vigna Maria Grazia Etna DOC 2016, alla sua seconda annata, da particelle poste a 900 metri d'altezza, che si compone per l'80% di uve carricante e per il 20% di uve catarratto. Iniziale criomacerazione a bassissime temperature, seguita da fermentazione in vasche di acciaio e maturazione lunga sei mesi che avviene al 50% in acciaio e per l'altra metà in tonneaux: passaggi che donano al Vigna Maria Grazia uno scrigno di fragranze e tanta solidità. Al primo impatto si viene investiti dai profumi, in particolare rosmarino, timo e richiami salmastri; sensazioni che restano persistenti anche in bocca, corroborate da un'acidità in bell'equilibrio con la morbidezza. Un prodotto dall'indole semplice ma veramente di classe, che conquista al primo bicchiere, e che potrebbe pure sorprendere nella tenuta a medio termine.

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Nel rosso Vigna Laura Etna DOC 2015 si uniscono uve di nerello mascalese (80%) e nerello cappuccio (20%), raccolte da vigne impiantate nella prima metà del secolo scorso a un'altezza di oltre 600 metri. Per far esprimere al meglio il nerello, la fermentazione avviene in tini di acciaio, mentre l'affinamento dura 12 mesi in tonneaux e ulteriori sei mesi in bottiglia. Già dal luminoso colore rosso rubino, il Vigna Laura esprime un carattere distinto da freschezza e sincerità, trasportando all'olfatto e al palato tutte le angolature del frutto. Emergono così umori speziati, polpa di ciliegia sotto spirito, felce, erbe aromatiche, che condiscono un sorso consistente, alcolico, sapido e dal finale durevole. Vino concreto, piacevole, che si fa bere con facilità, esemplare nella fedele rappresentazione del territorio.

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Proprio un segno del destino l'episodio che porta all'ultima etichetta della gamma, l'Unico di Benedetta IGP Terre Siciliane 2015. Daniele e Laura comprano una vigna di circa 10 anni di età in zona Passopisciaro, coltivata ad alberello e catalogata come nerello, ma il comportamento dell'uva nelle sue fasi di sviluppo fa sorgere immediati sospetti; dubbi confermati poi dalle analisi, che svelano la vera identità del vigneto, composto da toscanissima uva sangiovese!

A questo punto viene praticamente naturale la scelta di vinificare il primo - e unico appunto - sangiovese in purezza dell'Etna, con risultati molto originali. Un vitigno così inconsueto per queste parti merita attenzioni specifiche, e perciò l'Unico viene affinato per almeno 14 mesi fra tonneaux e barriques, in modo da ben distribuire i tratti tipici del varietale e l'apporto del suolo vulcanico. Operazione riuscita, a giudicare dall'assaggio: colore rosso profondo; profumi netti e intensi (i classici amarena, mora, viola, sempre nitidi), sapore avvolgente, venato di mineralità, sapidità e accenti terrosi, dalla potenza controllata e gentile. Proposta curiosa, capace però di evidenziare le mille potenzialità dell'isola e del vulcano, un luogo dove anche il sangiovese può sentirsi a casa.


Guido Zini, autore del pezzo di oggi, ci racconta la sua esperienza durante questa giornata:

"Fra le tante realtà conosciute al Vinitaly, questo gemellaggio Toscana – Sicilia mi ha mostrato che il dialogo fra regioni enoiche di forte tradizione, se condotto con impegno e competenza, porta sempre ottimi frutti. Merito delle aziende Pietro Caciorgna e Tenuta Benedetta l'aver affrontato il compito contando su una buona dose di passione e sensibilità, le doti essenziali di ogni grande vignaiolo."

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