L'arte nel bicchiere

Autore: Guido Zini


Bego Valdelsa degustazione. Etesiaca itinerari di vino blog

Di tutte le iniziative a cui ho partecipato, mai mi era capitata una degustazione organizzata all'interno di un museo.

A darmi questa possibilità ci ha pensato la rassegna Tastin' MuDEV..

..(acronimo della rete di Musei Diffusi dell'Empolese Valdelsa), il cui primo appuntamento si è tenuto presso le sale espositive del BeGo di Castelfiorentino (FI), spazio dedicato all'artista rinascimentale fiorentino Benozzo Gozzoli, molto attivo nella Valdelsa.

Alla base del singolare incontro sta l'idea che le esperienze sensoriali di approccio alle opere d'arte e al vino possano avere molte connessioni: di ognuno infatti gustiamo le sfumature, studiamo l'evolversi nel tempo, approfondiamo i processi creativi. Inoltre l'arte come prodotto di un contesto o come elemento inserito in un determinato territorio appartiene al patrimonio di una comunità, al pari di ogni altro aspetto che di quel luogo porta il marchio e la voce, compresa la tradizione enologica. Partendo dal concept appena descritto, sono state quindi selezionate dai curatori tre etichette di aziende locali in grado di affrontare il dialogo con i capolavori di Benozzo Gozzoli, per affinità di colore, struttura e collage di sensazioni.

Il compito di accompagnare il pubblico in questo particolare viaggio è spettato al bianco Castelluccio IGT 2017 dell'azienda Agricola Tamburini di Gambassi Terme, al rosato Diavolo Rosa IGT 2016 dell'azienda Cipollatico di Montespertoli e al rosso Chianti Serafino DOCG 2015 della Tenuta Barbadoro, sempre di Montespertoli.

Bego Valdelsa degustazione. Etesiaca itinerari di vino blog

Il Castelluccio, posto a confronto con gli affreschi provenienti dal Tabernacolo della Visitazione, nasce da uve trebbiano con aggiunta di malvasia, con lavorazione in acciaio a temperature controllate per estrarre grande varietà di aromi. Tonalità limpide, tratti nitidi e armonia complessiva sono i richiami più stretti all'opera: tra gli ampi profumi spicca la mela verde; la bocca si avvolge di mandorla e agrumi aprendo a un finale lievemente amarognolo, che invita a ulteriori assaggi. Un bianco agile, “pensato” con cura per regalare freschezza e semplicità di consumo, traguardi non scontati quando si ha a che fare col tenace trebbiano.

Bego Valdelsa degustazione. Etesiaca itinerari di vino blog

Le trame più accese dell'affresco tratto dal Tabernacolo della Madonna della Tosse si accostano invece al Diavolo Rosa, 100% sangiovese da agricoltura biologica, rosato “sui generis” dalle tinte intense e dalla gradazione consistente (14°), che per vigore e gamma espressiva rimanda al pathos delle scene di deposizione della Vergine. Al naso risaltano essenze di fiori di glicine e mallo di noce; l'attacco è sapido, sostenuto da buona acidità, poi il sorso stempera in dolcezza, quasi in sinfonia con l'ascensione rappresentata nell'affresco, lasciando un gradevole senso di pulizia. Vino intrigante e versatile questo Diavolo Rosa, che a mio giudizio si colloca al confine della sua categoria, ricordando per certi versi alcuni rossi giovani del Nord Italia.

Bego Valdelsa degustazione. Etesiaca itinerari di vino blog

Per le sinopie (i disegni che servivano da base per l'affresco, realizzati con terra e intonaco) di Gozzoli la scelta non poteva che cadere sul vino simbolo della Toscana centrale, il Chianti. La parola “sinopia” deriva dal pigmento rossastro che si diffuse in antichità dalla città mediorientale di Sinope, così simile ai colpi di pennello che il Chianti dipinge nel bicchiere. E l'intonaco, composto da calce e sabbia di fiume, trae forza e stabilità dagli stessi fattori caratteristici dei terreni dove sorgono i vigneti. Un riferimento alle origini che il Serafino – dal nome del fondatore dell'azienda - rispecchia appieno, col suo gusto genuino e sincero. Il Serafino nasce da uve sangiovese in purezza, provenienti da coltivazione biologica, e matura in cemento per un anno. Odori di ciliegia sotto spirito, felce e sottobosco fanno da preludio a una beva calda, composta, con tannini leggeri e non impegnativi. Un prodotto piacevole, adatto all'uso quotidiano, esemplare nel raccontare come si è costruita l'identità vinicola del territorio, proprio come le sinopie raccontano, strato dopo strato, la storia dell'affresco.


 Etesiaca itinerari di vino. BLOG

Guido Zini, autore del pezzo di oggi, ci racconta la sua esperienza durante questa giornata:
"Con Tastin' MuDEV si afferma una formula diversa e originale di avvicinarsi alla grande cultura contenuta nei piccoli musei, e di comprendere in parallelo che il vino può celare molte forme d'arte: arte nel trasformare la materia prima; arte nel combinare sapori e suggestioni; arte nell'essere protagonista e parte viva del paesaggio."

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