Si fa presto a dire..bianco!

Autore: Guido Zini


Vinoi Firenze vino naturale. Etesiaca itinerari di vino blog

Dici vino bianco e il pensiero dove corre?

Agli aperitivi, a pasti a base di pesce, al clima estivo, a bottiglie riposte in frigo.

Niente di sbagliato..

..il bianco, nelle etichette che più spesso incontriamo, ben si presta a un consumo rapido, non impegnativo, apprezzato da chi cerca freschezza e profumi immediati.

Sono però molti i produttori che, accanto a queste caratteristiche, provano oggi a indagare altre potenzialità dei vini bianchi (struttura, complessità, apporto di tannini, capacità d'invecchiamento) con esiti spesso originali e sorprendenti. Porto come esempio 3 aziende che ho avuto il piacere di scoprire durante l'evento organizzato dal distributore ViNoi, lo scorso 25 febbraio, durante una giornata nel segno del bianco, con la neve che cadeva copiosa su Firenze.

VILLA JOB |RISIĆ BLANC|

In una patria storica del vino come il Friuli Venezia Giulia, quelli di Villa Job – cantina di Pozzuolo del Friuli (UD) - sono riusciti a ritagliarsi un posto al sole, grazie a un'immagine spigliata ed estrosa che si rispecchia nei loro prodotti. Inserita negli ampi confini della DOC Grave, l'azienda si estende su un rilievo dalla morfologia peculiare (descritto nelle cronache come “un'onda in mezzo alla pianura”) e dalla composizione eterogenea (sabbie, argille, rocce arenarie, marne): base ideale per ricavare vini di forte identità se affidata a mani sapienti, come quelle del titolare Alessandro Job. Mente eclettica e curiosa, Alessandro trova la sua chiave di lettura nell'agricoltura biodinamica e negli insegnamenti tratti da varie esperienze di viaggio in Europa, nelle regioni di grande tradizione vinicola. E il Risić Blanc è una perfetta sintesi di questi elementi: ottenuto per l'80% da uve in prevalenza pinot grigio raccolte nel 2015 - che effettuano una lieve macerazione, seguita da fermentazione spontanea, per poi affinare in cemento e barriques - il Risić si completa sempre con uve pinot grigio vendemmiate dal 2008 al 2015 e sottoposte a ossidazione con una tecnica ispirata al metodo Solera, dove le masse sono via via travasate, miscelate e affinate in contenitori mai ricolmi (in modo da creare ossigenazione), creando un blend di annate e gradi d'invecchiamento. Potete perciò immaginare la densità di sfumature di cui è ricco questo vino: erbe aromatiche, frutta acidula e carnosa, una puntura di anice, odori di campo, sensazioni che si concentrano in un sorso caldo, morbido, abile ad adagiarsi con scioltezza su tutto il palato.

Un itinerario gustativo completo, che il tempo aiuterà a evolversi ancora.


LAZZARI |BASTIANCONTRARIO|

Sorride Davide Lazzari quando parla al pubblico della DOC Capriano del Colle, vedendo dipingersi lo smarrimento su tanti volti. Nonostante le ridotte dimensioni e l'assenza di riflettori puntati, la zona, che prende il nome dal piccolo comune a sud di Brescia, sede fra l'altro della cantina Lazzari, si è dimostrata in grado di proporre vini con una propria impronta distintiva nel panorama lombardo e nazionale. Un traguardo a cui l'azienda ha certo contribuito in maniera sostanziale, credendo fermamente nella denominazione e valorizzando le uve locali con un lavoro mirato alla qualità: regime biologico, interventi limitati in vigna, salvaguardia dell'ambiente.

Uno dei simboli di questa dedizione è senza dubbio il bianco BastianContrario, qui nell'annata 2015, 100% uve trebbiano raccolte in fase di surmaturazione - fine ottobre/inizio novembre - e già attaccate dalle muffe. Materia molto concentrata dunque, a cui vigneti di età superiore ai vent'anni e terreni composti da argille rosse apportano ulteriore robustezza. Fermentazione e affinamento si svolgono per metà in acciaio e per l'altro 50% in barrique, per la durata di dodici mesi, poi riposo in bottiglia. Le sensazioni che salgono dal bicchiere alternano delicatezza e calore, con tocchi di affumicature; il colore è giallo dorato, pastoso, brillante; una striscia sapida rotonda e durevole circonda la bocca, lasciando intuire validi accoppiamenti con cibi saporiti; il grado alcolico è marcato (oltre i 14°) ma ben sviluppato; ottime capacità d'invecchiamento, per chi saprà aspettare.


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CANTINA SAN BIAGIO VECCHIO |SABBIAGIALLA|

Alla Cantina San Biagio Vecchio di Faenza (RA) non fanno mistero del loro amore per l'albana di Romagna, già dichiarato fin dagli opuscoli di presentazione dell'azienda. Non è fuori luogo parlare di culto quasi religioso per quest'uva dalle caratteristiche uniche (tannicità, sviluppo tardivo, spirito versatile ma da addomesticare), visto che il podere di San Biagio era appartenuto al parroco locale. Il proprietario Andrea Balducci ha saputo raccogliere sapientemente l'eredità del suo predecessore, dedicando al prezioso vitigno ogni possibile cura, a partire dalla conduzione biologica e dai tanti gesti di attenzione al terroir.

Per farsi un'idea precisa basta un assaggio del cru SabbiaGialla, ora in commercio nella versione 2016, albana in purezza vinificato e affinato sei mesi in solo acciaio. La vendemmia viene effettuata in ripetuti passaggi, per cogliere i vari filari al giusto tempo di maturazione, e ogni raccolta svolge il suo percorso separatamente fino a gennaio, quando vengono selezionati i prodotti migliori per l'assemblaggio. Riflessi intensi e luminosi sgorgano dalla bottiglia al momento di degustare, frutto del contatto di circa un giorno del mosto con le bucce, e rimando ai colori dei terreni sabbiosi che circondano il vigneto in questione. Il naso floreale e asciutto, appena velato di asprezza, marca da subito la statura del vino: tanta sostanza e poche concessioni alla piaggeria. In bocca il SabbiaGialla è avvolgente, robusto, salmastro nei suoi accenti più vivaci, con una lieve traccia zuccherina, e sempre sostenuto da una generosa acidità, tanto da consigliare abbinamenti con piatti grassi e corposi. Gustoso da bere giovane, affronta senza problemi un medio periodo di riposo.


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Guido Zini, autore del pezzo di oggi, ci racconta la sua esperienza durante questa giornata:
"Davvero pieno di curiosità il catalogo ViNoi 2018, che ha il merito di offrire un quadro sempre aggiornato dell'Italia vinicola più creativa e in fermento. Tante piccole storie da sostenere e far conoscere, perché servano da incoraggiamento e da stimolo ad altri vignaioli."

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