Il vino? Facciamolo SENZA..

Autore: Guido Zini


Vinoi Firenze vino naturale. Etesiaca itinerari di vino blog

La ricerca del NATURALE, di un prodotto sempre più rispettoso delle proprie origini (ambiente, territorio, vitigno), unita all’aumento delle conoscenze in campo enoico, consente, oggi, a molte aziende, di esplorare strade poco immaginabili fino a qualche anno fa.

Ne ho avuto riprova partecipando alla presentazione del catalogo ViNoi 2018 il mese scorso, dove ai banchi di assaggio erano presenti diverse proposte di vini senza solfiti aggiunti. Nessuno si lasci spaventare: l’aggiunta di solfiti a quelli ottenuti in modo spontaneo dalla fermentazione dell’uva - allo scopo di garantire maggiore longevità e capacità di conservazione - è pratica del tutto lecita e senza rischi comprovati per la salute, nelle quantità di legge, ed è permessa in minime dosi anche nella certificazione biodinamica.

La scelta di non ricorrere a questa opzione comporta senza dubbio alcuni limiti e difficoltà, a partire dalla selezione delle varietà più adatte (per grado di acidità, alcolicità o abbondanza di polifenoli) e dall’utilizzo dei grappoli più integri e privi di imperfezioni, ma il risultato di una simile cura non può che rendere fiero il vignaiolo e giovare al consumatore.

Da Nord a Sud Italia, ecco le tre aziende a zero solfiti aggiunti con cui ho fatto conoscenza.


RUGRA'

A Rugrà, piccola cantina biologica con base a Tassarolo (AL) nel Monferrato, la proprietaria Luigia Zucchi, ferma sostenitrice di un approccio non invasivo in vigna, voleva un vino rosso giovane, di beva immediata e appagante, da affiancare alla gamma dei vini “importanti”, destinati a un lungo affinamento in bottiglia prima dell'uscita sul mercato. Nasce così l'idea del “PrunoRosso”, ottenuto da uve merlot in purezza, fermentato e affinato in acciaio, senza aggiunta di solfiti, nel solco di una linea aziendale da sempre attenta a preservare la purezza espressiva della propria terra. Qui i vigneti poggiano su argille rosse (ricche di acidità e ferro) e presentano pertanto le caratteristiche necessarie a tale operazione.

Il PrunoRosso 2015 riveste il bicchiere di un bel color porpora, molto denso, con sentori delicati di amarena; il sorso è rotondo, cremoso ma leggero, e scorre con facilità.

Nel PrunoRosso 2016 prevalgono ancora gli accenti vegetali, ma restano intatte freschezza e armonia. Semplice e autentico, questo è proprio il vino che Luigia cercava.


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VALDIBELLA

La Cooperativa Valdibella, sede a Camporeale (PA), rappresenta prima di tutto un progetto etico, una visione condivisa da un gruppo di coltivatori che credono nel valore dell'agricoltura sostenibile come modello di crescita sociale e lo adottano in ogni ambito della loro attività, a partire dal metodo biologico. Di conseguenza, in campo vinicolo si privilegiano le uve autoctone e una conduzione dei vigneti volta a tutelare la biodiversità dei luoghi (non a caso la cooperativa aderisce al disciplinare VinNatur, che prevede, fra l'altro, vendemmia manuale e fermentazioni spontanee). L'approdo alla produzione di vini senza solfiti aggiunti fa dunque parte di un percorso evolutivo, aperto a ogni innovazione che possa migliorare il concetto aziendale di qualità. Nell'ampia offerta disponibile (ben undici etichette) due sono i vini ottenuti con questo sistema, entrambi affinati solo in acciaio.

Il Ninfa 2016, da uve catarratto allevate ad alberello in un'area dove sole e vento assicurano sanità alla pianta, beneficia di un'annata di ottima maturazione, fonte di equilibrio e finezza nei sentori e nel gusto. Gli aromi sono floreali, sottili, mentre in bocca prevale una gradevole scia salina che si conserva a lungo.

Il Respiro 2016, 100% nero d'avola, proviene da un appezzamento che, per esposizione e fattura del suolo, regala uve molto concentrate e resistenti. L'odore è ancora vinoso, speziato, caldo: un carattere che si ritrova nel sorso pieno, quasi da masticare, bilanciato da una buona spalla acida.


LA MALIOSA

Arduo riassumere in poche righe l'impegno e la volontà di Antonella Manuli, titolare della Fattoria La Maliosa di Saturnia - Comune di Manciano (GR), profusi nel creare una filosofia di lavoro che pone al centro la responsabilità del contadino verso la conservazione dell'ecosistema.

Questa filosofia, comprensiva di principi ispirati alla biodinamica e al contenimento dell'impatto ecologico, si è tradotta in una vera e propria regola brevettata, il Metodo Corino (dal nome dell'agronomo Lorenzo Corino, collaboratore di Antonella fin dagli esordi della cantina), che coinvolge ogni aspetto del ciclo produttivo secondo un processo mirato a perpetuare la vitalità del suolo. Non stupirà quindi sapere che nessuno dei vini imbottigliati in azienda porta tracce di solforosa aggiunta: anche qui un apporto fondamentale arriva dai terreni, tufacei e di origine vulcanica, dallo scheletro magro, che, in unione al clima secco e alle rese mantenute basse, conferiscono forza e solidità alle uve.

Il Bianco 2017, ricavato in prevalenza dal locale vitigno procanico, fermenta un mese sulle bucce in contenitori di cemento, per poi affinare in botte grande per sei-otto mesi. Il colore sembra preso direttamente dagli acini, che virano al rosa nella fase finale di maturazione sul tralcio. Aroma complesso, che alterna toni dolci e piccanti; in bocca assume quasi il volto di un rosso, per sapidità e presenza di tannino: un bianco versatile e a tutto pasto, molto originale.

Il Rosso 2016 (ciliegiolo, sangiovese, cannonau grigio) fermenta, al pari del bianco, un mese in cemento (materiale che favorisce una maturazione lenta a temperature stabili) e staziona poco meno di un anno in botte grande. Rosso violaceo, con profumi intensi tra cui spicca la ciliegia, il Rosso ha spirito verace, sincero, con un tannino ruvido appena marcato.

Solo sangiovese in purezza per il Tarconte 2014, affinamento di circa due anni in botte grande, figlio di un'annata complicata, ma dotato di discreta struttura. Al naso affiora frutta macerata e cotta; caldo e dolce al centro del palato, mediamente persistente, il Tarconte ha il pregio di restare, sorso dopo sorso, sempre accessibile.


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Guido Zini, autore del pezzo di oggi, ci racconta la sua esperienza durante questa giornata:
"Davvero pieno di curiosità il catalogo ViNoi 2018, che ha il merito di offrire un quadro sempre aggiornato dell'Italia vinicola più creativa e in fermento. Tante piccole storie da sostenere e far conoscere, perché servano da incoraggiamento e da stimolo ad altri vignaioli."

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