3 cantine autentiche da non perdere

Autore: Guido Zini


Toscana, Vinoè, Firenze. Etesiaca itinerari di vino blog

Giovani aziende che pensano già in grande.

Piccoli vignaioli impegnati a esprimere l’autenticità del proprio territorio.

Cantine dedite a una produzione insolita e dal respiro internazionale.

Bella e varia è la Toscana rappresentata all’evento Vinoé, l’appuntamento annuale della FISAR dedicato al mondo dell’enologia. Dopo un’attenta perlustrazione dei numerosi banchi d’assaggio presenti alla Stazione Leopolda di Firenze, location della manifestazione, vado a illustrare gli esempi più convincenti di questa vivacità che caratterizza la nostra regione.

VALLEPICCIOLA

Da pochi anni sul mercato, l’azienda di Castelnuovo Berardenga (SI), a dispetto del nome conta fin dall’inizio su dimensioni ragguardevoli: sono infatti circa settanta (ma presto aumenteranno) gli ettari vitati che, assieme a oliveti e a un antico casolare restaurato, formano questo incantevole reame nel cuore del Chianti. Il termine non è casuale, visto che nelle etichette campeggia la simpatica caricatura di un sovrano barbuto. Quattro i vini in assaggio, tutti in purezza, realizzati con la preziosa consulenza di Riccardo Cotarella. Il Lugherino IGT 2016 rosato (da uve pinot nero) gode di grande aromaticità, grazie a un attento controllo delle temperature in fase di vinificazione. La buona componente acida e la bassa gradazione (12°) lo rendono ottimo per aperitivi e piatti delicati. Ottime sensazioni per il Chianti Classico DOCG 2015 (sangiovese) che sfrutta un sapiente dosaggio del legno per regalare aromi intensi e un sorso bilanciato davvero morbido e piacevole. Colore brillante e profumi mediterranei: così si presenta nel bicchiere il Boscobruno IGT 2015 (pinot nero), macerazione di una settimana sulle bucce, felice intreccio fra freschezza di gioventù e carattere da vino adulto, con speziature e corpo alcolico in evidenza. Un pinot nero solare, vestito dei tratti intensi tipici delle colline chiantigiane, ovviamente diverso dai suoi “fratelli” di altre zone d’Italia ma non per questo meno intrigante. Si termina con il Quercegrosse IGT 2015 (merlot), denso e ardente, generoso nei richiami olfattivi e gustativi (in primis confettura di frutti rossi maturi), con tannini poderosi destinati a smussarsi nell’invecchiamento.

BASILE

Dal grande al piccolo la qualità non cambia. Azienda di otto ettari vitati situata a Cinigiano (GR), condotta con criteri di agricoltura biologica e a impatto zero, la sfida di Basile risiede nel nobilitare la DOCG Montecucco sfruttando alcune sue caratteristiche peculiari: l’influsso del mare – distante in linea d’aria solo 15 km, la vicinanza al monte Amiata – fonte di notevoli escursioni termiche, la stretta parentela con i terreni della confinante Montalcino. Da questa combinazione scaturiscono vini dotati di forte personalità, in grado di confrontarsi con nomi illustri restando – aspetto di non poco conto – molto accessibili nel prezzo. Si parte con l’Artèteca Vermentino 2016 IGT (85% vermentino, 10% viognier, 5% petit manseng), trionfo di profumi floreali netti e decisi, dall’acidità spiccata, a cui contribuisce una raccolta in anticipo del petit manseng. Spalle solide, corroborate da una beva scorrevole, che donano all’Artèteca un guizzo di sapore del tutto unico. Sangiovese in grande spolvero nel Cartacanta 2014 Montecucco DOCG, che giova dell’apporto di una piccola dose di merlot. Il colore limpido si rispecchia nel gusto molto fine, quasi rarefatto in bocca (forse collegato all’annata complessa). Dodici mesi di affinamento in tonneaux e diciotto in bottiglia limano le asperità senza eccedere in morbidezza, tanto che ancora si affacciano cenni vegetali. Uve selezionate di solo sangiovese per il Montecucco DOCG Riserva Ad Agio 2013, messo in commercio dopo 24 mesi di maturazione in tonneaux e altrettanti in bottiglia. Nel nome si racchiude l'essenza di questo vino: agio come ricchezza di aromi e balsamicità, adagio per l'allungo progressivo sul palato, di nuovo agio per la naturalezza con cui impone il suo vigore. Fa corsa a sé il Maremma Toscana DOC Comandante 2014, blend di sangiovese e merlot in parti uguali, che affina diciotto mesi in barrique nuove e di secondo passaggio. Floreale e inebriante all'olfatto, il Comandante stempera bene il suo impeto in bocca, dove procede corposo ma con elegante controllo.

FATTORIA LE SORGENTI

Collocata alle porte di Firenze, fra le boscose colline che si affacciano sulla valle dell’Arno, la Fattoria Le Sorgenti di Bagno a Ripoli (FI), con filari che si estendono su quattordici ettari, fonda la propria filosofia su dinamismo e creatività, senza dimenticare la tradizione e l’impegno per la custodia dell’ambiente (testimoniato dalla certificazione ministeriale di sostenibilità V.I.V.A.). Terreni ricchi di scheletro e sostanze organiche, concimazioni naturali e la raccolta rigorosamente eseguita a mano fanno da cornice a una produzione variegata, che spazia dai tipici Chianti e Vin Santo a vitigni inusuali per queste zone, come malbec, petit verdot e alicante. Il primo assaggio è però riservato allo Spumante Brut Metodo Classico Calicò (100% chardonnay), lavorato interamente in azienda, che compie parte della fermentazione in barrique e affina circa trentasei mesi sui lieviti. Fragrante e dai delicati sentori di petalo, il Calicò rivela buone doti di persistenza e un’acidità misurata, a tutto vantaggio del piacere di beva. L’anima estrosa della tenuta si ritrova nello Sghiràs 2014 IGT (chardonnay con lieve aggiunta di trebbiano e malvasia), che riposa sedici mesi in tonneaux nuove e sei mesi in bottiglia per accentuare l’eleganza dei profumi e la rotondità del sorso, accompagnata da un'allettante tostatura. Appaganti anche i vini rossi, ognuno con una sua impronta. Molto convincente il Codarossa IGT 2015 (100% malbec, solo acciaio), dal profilo versatile, con un bouquet ampio in cui abbondano fiori ed erbe di campo, caldo e disteso, valida alternativa a tavola se si cerca qualcosa di originale, abbordabile e immediato. Non passa inosservato il Gaiaccia IGT (90% sangiovese, 10% alicante; passaggio di diciotto mesi in barriques, più altri dodici in bottiglia), provato in due annate: il 2011 offre 15,5° di pura esuberanza, frutta polposa, dolcezza e tannini pimpanti sul palato; il 2009, calmati i bollenti spiriti, si presenta più asciutto e armonizzato, ponendo in evidenza note speziate, liquirizia e buona struttura.


 Etesiaca itinerari di vino. BLOG

Guido Zini, autore del pezzo di oggi, ci racconta la sua esperienza durante questa giornata:
"Al secondo appuntamento, Vinoé si conferma un evento capace di approfondire tutti gli aspetti che riguardano il vino, mettendo soprattutto al centro le persone: vignaioli, sommelier, ristoratori e tutti coloro che con la loro passione e competenza tengono vivo questo settore."

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