I segreti della DOCG più piccola d'Italia

Autore: Guido Zini


Bacchereto Carmignano. Etesiaca itinerari di vino. BLOG

Piccolo è bello.

E a Carmignano, provincia di Prato, ancora di più.

In una delle denominazioni italiane più minuscole per estensione e numero di cantine (delimitata da un bando di Cosimo III dei Medici del 1716), si producono vini che, lo dicono le principali guide, nulla hanno da invidiare a quelli di Bolgheri..

Il paragone non è casuale, visto che anche in queste zone il cabernet (nelle varianti sauvignon e franc) ha trovato da secoli un habitat ideale per esprimersi, in certi casi in purezza o, più spesso, in abbinamento al sangiovese.

Ma alla Fattoria di Bacchereto, meta della mia visita, si sono spinti oltre, adottando da quasi vent'anni metodi di conduzione biodinamica, che hanno conferito ulteriore particolarità e legame col terroir a prodotti già eccellenti. Ascoltare la proprietaria Rossella Bencini Tesi mentre racconta l'approccio alla vendemmia rende in pieno l'idea della simbiosi che si può creare tra vignaiolo e vite, dalla rischiosa attesa del punto giusto di maturazione, sfidando i capricci del meteo, all'assaggio dell'acino d'uva per comprenderne la possibile evoluzione. Mi accomodo nell'aia della fattoria, con suggestiva vista sulla Piana fiorentina, per dare il via alle bevute, in una delle sere d'estate in cui Bacchereto apre le proprie porte al pubblico, in collaborazione con Fivero Eventi.

Bacchereto Carmignano. Etesiaca itinerari di vino. BLOG

Il Carmignano DOCG Terre a Mano 2014 (70% sangiovese, 15% canaiolo, 15% cabernet sauvignon; circa diciotto mesi di affinamento in tonneaux di rovere) presenta in fieri i tratti tipici dei grandi rossi (eleganza, acidità, persistenza), a cui accompagna grande godibilità già dal primo sorso, che risulta succoso e denso, quasi una crema. I profumi si dispiegano gradualmente: da un'iniziale presenza di sentori legnosi (data anche la gioventù del prodotto) si passa al caratteristico bouquet di more, mirtilli e frutta rossa matura. Vino di spessore, da gustare giovane ma soprattutto da riassaporare nel tempo.

Bacchereto Carmignano. Etesiaca itinerari di vino. BLOG

Con il Sassocarlo IGT Terre a Mano 2015 (trebbiano in prevalenza, con un taglio di malvasia; affinamento di dodici mesi in tonneaux di rovere) l'azienda continua l'esplorazione delle potenzialità insite nel tradizionale vitigno toscano, elevato a livelli raramente riscontrabili altrove. Per Rossella Bencini Tesi restituire dignità al trebbiano assume i toni di una missione: tannica e robusta, di forte carattere, dalla resa costante anche in diverse condizioni di suolo, quest'uva riceve a Bacchereto cure e attenzioni particolari: dopo la raccolta, effettuata in ottobre, arriva il lungo passaggio in botte piccola e uno stazionamento di sei mesi in bottiglia, in assenza di chiarificazione o filtrazione, prima dell'immissione in commercio. Il lieve colore dorato – il mosto riposa dai tre ai cinque giorni sulle bucce – fa da preludio a una gamma olfattiva fatta di fragranza, richiami floreali e di frutta acidula. In bocca il Sassocarlo esprime la sua potenza con naturalezza, grazie a una beva scorrevole, avvolgente, lunga e sapida: caratteristiche che, come per il Carmignano, l'invecchiamento può solo migliorare.


 Etesiaca itinerari di vino. BLOG

Guido Zini, autore del pezzo di oggi, ci racconta la sua visita in azienda:
"L'esperienza della Fattoria di Bacchereto mi conferma che, nel mondo del vino, la ricerca di autenticità passa per la consapevolezza del passato e per il mantenimento di uno spirito contadino nel lavoro in vigna, senza farsi tentare da mode effimere o da facili scorciatoie in cantina."

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