Un nuovo modo di guardare al biodinamico

Autore: Guido Zini


Lucca biodinamica. Etesiaca itinerari di vino. BLOG

Avete ancora perplessità sui vini biodinamici?

Per togliervi ogni dubbio, sappiate che a Lucca c'è un'intera comunità di vignaioli che crede fermamente in questa filosofia produttiva e che, nel giro di pochi anni, ha raggiunto livelli qualitativi di tutto rispetto.

Una comunità – costituita dal 2016 in associazione - che condivide saperi, esperienze e anche momenti di festa, quasi a sottolineare l'esigenza di tornare a una visione del vino fatta di convivialità, voglia di stare insieme in allegria e a contatto con la natura. Questa vera e propria celebrazione del mondo contadino e dei frutti della terra, che ha coinvolto le dodici cantine di Lucca Biodinamica, si è tenuta lo scorso 21 giugno nelle campagne di Capannori (LU): l'evento, organizzato presso la Tenuta Lenzini in località Gragnano, ha visto anche la partecipazione di diciassette ristoratori della provincia lucchese, chef che hanno offerto al pubblico piatti tradizionali preparati con ingredienti da agricoltura ovviamente biodinamica, oltre a numerosi artisti e performer.

Abbracciate dal sole, dalle vigne e dai sapori genuini, decine e decine di persone sono state trasportate, fin dal tardo pomeriggio, in un'atmosfera magica e fuori dal tempo, dove gli assaggi dei vini non hanno deluso le aspettative. Ogni azienda, pur partendo dal medesimo approccio agronomico, conserva una sua impronta personale nella vinificazione, e la grande varietà di vitigni presenti nella zona – tra autoctoni e internazionali – contribuisce a diversificare e accrescere la gamma dei risultati finali. Ottima notizia per il consumatore, che difficilmente si troverà davanti a prodotti omologati o troppo simili l'un l'altro, anche al prezzo – doveroso ricordarlo – di qualche sporadico accento fuori dal comune.

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In un quadro così variegato ma nel complesso molto convincente, i miei criteri di segnalazione si sono dunque soffermati sui produttori che, per vari motivi, simboleggiano lo spirito del movimento.
Alla Tenuta di Valgiano (Capannori) le prime sperimentazioni biodinamiche risalgono a oltre vent'anni fa, circostanza che la colloca fra i capostipiti dell'associazione: un patrimonio di storia e conoscenze che via via è stato messo a disposizione degli apprendisti in materia. E il Palistorti Bianco 2016 (½ vermentino; ½ trebbiano, malvasia e grechetto), vino da pronta beva ben strutturato, con i suoi profumi intensi e articolati che fanno da preludio a un corpo caldo e sapido, riassume appieno la solidità e la sicurezza a cui è approdato il lavoro aziendale.

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Per i giovani membri della cooperativa Calafata (Lucca), l'attività agricola è una missione sociale: oltre al vino si producono olio e ortaggi, ottenuti tramite il recupero di piccoli appezzamenti in disuso, sparsi fra varie località, e con i vecchi proprietari che si sono prestati a passare i propri insegnamenti alle nuove generazioni. Lo Scapigliato 2016 (ciliegiolo, aleatico e altre uve aromatiche precoci) fin dalla simpatica – e azzeccata - denominazione “vino da merenda”, racchiude un'anima naif e godibilissima, fatta di freschezza, bella acidità e corpo leggero: vino perfetto da gustare – e rigustare - anche a basse temperature di servizio.

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Chiudo con i dovuti onori ai padroni di casa della Tenuta Lenzini, dove la scelta biodinamica è il naturale sbocco di un percorso iniziato nel 2007 con la conversione biologica, nell'intento di ricavare vini autenticamente figli del terroir ed espressione sincera della vita – vegetale, animale, umana - che attraversa i filari durante le stagioni. Nel Casa e Chiesa 2014 (100% merlot) troviamo un valido esempio di questi concetti: naso fruttato con ampie sfumature, scorrevolezza, palato facile e gradevole, grado alcolico sostenuto ma dissimulato con sapienza, a un costo veramente contenuto.


 Etesiaca itinerari di vino. BLOG

Guido Zini, autore del pezzo di oggi, ci racconta l'esperienza delle sue degustazioni durante l'evento. Si respira aria di libertà fra i produttori di Lucca Biodinamica: libertà di affermare il proprio pensiero enologico, libertà di offrire vini fuori dagli schemi, libertà di andare controcorrente recuperando e attualizzando le buone pratiche del passato. Una sfida al mondo canonico del vino? Non so dirlo, di sicuro è un arricchimento di cui tutti gli appassionati possono beneficiare. 

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