I 4 assaggi dell'estate che non puoi assolutamente perderti

Autore: Guido Zini


Caruso Wine Festival. Etesiaca itinerari di vino. BLOG

Pomeriggio di caldo?

Niente paura, basta dissetarsi a sufficienza, partecipando a qualche degustazione! ;-)

Seguitemi, vi racconto dove sono stato i giorni scorsi..

Nelle stanze dove circa un secolo fa risuonava la voce del grande tenore Enrico Caruso, oggi ho l'occasione di ascoltare un coro: quello delle quaranta aziende vinicole venute sulle colline di Lastra a Signa per far conoscere la propria produzione. Sono al Caruso Wine Festival, che inaugura la sua prima edizione nell'omonima villa, luogo di incantevole fascino a pochi chilometri da Firenze. Il celebre cantante lirico sarebbe stato certamente fiero di ospitare nella dimora a lui appartenuta una delle più belle espressioni del canto della terra, il vino; e i vignaioli presenti gli hanno reso senza dubbio onore.

Passo dunque a illustrare gli assaggi più squillanti.

Fattoria Lavacchio – Pontassieve (FI)
“Organic lifestyle” è il motto di quest'azienda - situata nell'area del Chianti Rufina - dove l'approccio biologico caratterizza ogni aspetto del lavoro in vigna. Particolare cura viene riservata all'obiettivo di diminuire i solfiti utilizzati, tanto da lanciare una linea a zero solfiti aggiunti, composta dal Bianco del Mulino (100% trebbiano) e dai rossi Puro e Puro Riserva (100% sangiovese).

  • Il Bianco, qui all'esordio con l'annata 2016, dalla sfumatura tendente all'aranciato (il mosto resta a contatto con le bucce per 24 ore), offre la sensazione di avvicinarsi quasi a una spremuta d'uva, e si apprezza per la rotondità e i cenni amarognoli.
  • Il Puro 2016, fin dal colore scarico, mette a nudo il sangiovese e convince per prontezza e intensità del sorso, ottimo anche per un consumo a temperature più basse in estate.
  • Nel Puro Riserva 2014 aumenta la complessità degli aromi, tra cui spicca l'amarena, e la maturazione in barriques di 4°/5° passaggio addomestica i tannini senza risultare invadente: un vino di cui sarà interessante scoprire le capacità d'invecchiamento.

Anche la linea più convenzionale offre spunti di grande qualità.

  • I due Chianti Rufina Cedro 2014 (90% sangiovese, 10% colorino e canaiolo) e Cedro Riserva 2011 (90% sangiovese, 10% merlot) possiedono maturità e morbidezza, con buona pulizia della bocca.
  • Il Fontegalli 2009 (60% merlot, 40% syrah) è denso e pastoso, con grande varietà di speziature.
  • Solo poche centinaia di bottiglie per il Ludié 2009 (100% sangiovese), Chianti Rufina prodotto solo nelle annate migliori, con affinamento di 24 mesi in barrique, imponente al naso e in bocca, ma ancora capace di conservare la gioventù del frutto.
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Sorpresa finale con l'Oro del Cedro 2013 (100% traminer aromatico), che nasce da vendemmia tardiva di uve avvolte dalla muffa nobile: un concentrato di aromi e dolcezza mai stucchevole, adatto ad accoppiamenti arditi col cibo sullo stile dei Sauternes.

Piandaccoli – Lastra a Signa (FI)
Prende ispirazione direttamente dal Rinascimento la filosofia aziendale di Piandaccoli, cantina impegnata da diversi anni nel rilancio di alcuni vitigni storici toscani, in collaborazione con l'Università degli Studi di Firenze. La particolarità dei terreni, attorniati da “borri” che garantiscono fresche escursioni d'aria notturne, fornisce un ambiente ideale per ottenere uve dotate di grande struttura e longevità, quasi un marchio di fabbrica per i vini rossi dell'azienda, che opera in regime biologico.

  • Il Cosmus 2012 nè è un esempio efficace, Chianti DOCG (100% sangiovese) prodotto solo nella versione Riserva, equilibrato, avvolgente, sicuro di sé.
  • I cugini In Primis e Maiorem, entrambi dell'annata 2010, sono due proposte di assemblaggio del sangiovese con uve autoctone vinificate separatamente e dal lungo affinamento in legno e bottiglia: nell'In Primis troviamo un 30% di pugnitello e fogliatonda che aggiungono vigore e impronte balsamiche a una base già solida; il Maiorem conta su un 50% di pugnitello, fogliatonda, mammolo e colorino, per comporre un quadro articolato dove la complessità olfattiva convive con un palato fresco e una marcata persistenza.
  • L'essenza della missione di Piandaccoli è racchiusa nei due cru in purezza, vendemmia 2013, Foglia Tonda del Rinascimento e Pugnitello del Rinascimento, simili nel percorso (affinamento di 15 mesi in tonneaux), diversi nello spirito - diretto e scorrevole il primo, energico ed esuberante il secondo – e complici nelle doti di profondità e tocco setoso.
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Podere La Madia – Loro Ciuffenna (AR)
Sobrietà e impegno silenzioso sono le fondamenta su cui poggia il Podere La Madia, azienda certificata biodinamica e vegan che sorge alle pendici del Pratomagno, zona montuosa fra le province di Arezzo e Firenze. La conduzione delle vigne - che si estendono su circa tre ettari tutti terrazzati - risponde a criteri molto rigorosi, volti a far sviluppare la pianta in armonia con il mondo animale e l'intero ambiente. Un duro sforzo, ripagato però da vini originali e di personalità.

  • Il Vigna Cafaggio 2015, su base di malvasia bianca lunga più altre uve locali, effettua una breve macerazione sulle bucce e un affinamento di sei mesi in botti d'acacia; il gusto si rivela sapido e ricco, con rimandi boschivi e una notevole persistenza: un bianco sicuramente fuori dagli schemi.
  • Il Bagnolo 2014, commercializzato sotto la DOC Val d'Arno di Sopra, si compone di sangiovese pressoché in purezza (che dopo la vinificazione staziona dai 12 ai 14 mesi in botti di rovere), e offre un bell'equilibrio fra eleganza, freschezza e giusta acidità, al punto che diventa difficile accontentarsi di un solo bicchiere.

E, visto il livello degli assaggi, l'annuncio di un pinot nero in uscita per il prossimo anno non fa che aggiungere ulteriore curiosità al progetto del Podere La Madia.

Podere Erica – Barberino Val d'Elsa (FI)
Fatti a mano. Così si presentano i vini del Podere Erica, fattoria a pochi passi dal borgo di Olena (nome familiare per i conoscitori del Chianti Classico), anch'essa condotta secondo i principi della biodinamica. In cantina tutto si muove all'insegna della passione genuina, la stessa che portò anni fa due coniugi americani ad acquistare il podere e a farne la propria piccola oasi. Naturale conseguenza sono vini dall'animo sincero, gioioso, mai banale.

  • Il Picchio 2014 (100% sangiovese, da uve selezionate), effettua tre mesi di macerazione sulle bucce per poi affinare 18 mesi in tonneau: profumi ancora sfrigolanti, legno e frutto ben distinguibili ma accoppiati in armonia, varietà di aromi terziari, compongono un convincente ritratto del “supertuscan” dell'azienda.
  • La Ghiandaia 2014 (70% sangiovese, 30% canaiolo), dal gradito colore violaceo, maturazione in vasche di cemento e acciaio, possiede tannini fragranti che punzecchiano la lingua, un bel bagaglio di acidità e un piglio elegante.
  • Di nuovo uve sangiovese in purezza per La Fenice 2015, che vanta una genesi molto peculiare: pigiatura coi piedi senza diraspatura, macerazione per sette mesi sulle bucce e affinamento in anfora. Solo 300 le bottiglie prodotte; in evidenza naso concentrato e tannino vegetale in un vino che di certo non lascia indifferenti.
  • Grande chiusura con Le Colombe 2015, passito 100% moscato affinato in damigiana (per circa 200 bottiglie), colore giallo denso, una festa per il palato, investito da sapori di miele, biscotto, albicocche, mentre la gradazione contenuta (9°) ne esalta la finezza.

 Etesiaca itinerari di vino. BLOG

Guido Zini, autore del pezzo di oggi, ci racconta l'esperienza delle sue degustazioni durante l'evento: "Al Caruso Wine Festival posso dire di avere assistito a un piacevole concerto enologico, ricco di suoni della tradizione interpretati in chiave moderna, con un'orchestra di piccoli e grandi vignaioli ben assortita: appare scontato chiedere fin da ora un prossimo bis dell'evento."

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