Un tris d'assi di vino: Liguria, Toscana e Trentino

Autore: Guido Zini


TERRE D'ITALIA CAMAIORE. Etesiaca itinerari di vino. BLOG

Visionari, esploratori di nuovi confini, tenaci nell'affermare la propria idea, poco inclini ai compromessi: nel mio viaggio fra i produttori italiani, oggi voglio parlarvi di un tris d'assi del vino fatto di innovazione e di caparbietà.

All'evento Terre d'Italia (ospitato dall'UNA Hotel di Lido di Camaiore) si incontrano infatti alcuni dei vignaioli più originali ed estrosi del panorama nazionale, validi interpreti di quei “vini d'autore” che la manifestazione ha adottato come filo conduttore.

TOSCANA Tenuta Mariani – Massarosa (LU)
Una buona dose di coraggio e l'amicizia con un produttore della regione di Champagne hanno portato Ido Mariani a sperimentare la produzione di bollicine in una zona priva di tradizione in tal senso, l'area che si estende attorno al lago di Massaciuccoli, nell'entroterra viareggino. L'azienda, a conduzione biologica, dispone di vigneti distribuiti a livello del mare e in piccoli appezzamenti collinari, che, grazie alla varietà dei terreni (dal sabbioso all'argilloso) e dei microclimi, garantiscono uve dalle caratteristiche molto personali. Come detto, il pezzo forte della gamma sono gli spumanti, declinati in una versione ricavata con metodo charmat – lo Stile Segreto Brut 2016, blend di chardonnay, vermentino e sangiovese – e ben tre metodo classico millesimati: il Segreto Brut Pas Dosé 2014 (pinot nero e chardonnay, 24 mesi su lieviti), il Segreto Brut Fut de Chene 2014 (chardonnay e pinot nero, con affinamento in barriques e 24 mesi sui lieviti) e il Segreto Rosé Fut de Chene Pas Dosé 2014 (100% sangiovese, con passaggio in barriques e 18 mesi di bottiglia). All'assaggio risultano vini in grado di soddisfare ogni palato, spaziando dalla freschezza e immediatezza dello Stile Segreto al gusto complesso e armonico dei suoi fratelli maggiori, tutti accomunati da una bolla gentile e una beva accessibile. Da non dimenticare anche l'offerta di vini fermi, dove troviamo un pinot nero (il Segreto del Castello), un merlot (Segreto Rosso) e un vermentino (Segreto Bianco) vinificati in purezza e non filtrati, a riprova della vena creativa che distingue la Tenuta Mariani, cantina da seguire con attenzione nel prossimo futuro.

LIGURIA La Pietra del Focolare – Ortonovo (SP)
Spostandosi di pochi chilometri a nord, ci troviamo nella DOC Colli di Luni, terra di elezione del vermentino, uva che l'azienda La Pietra del Focolare porta a eccellenti livelli d'espressione. Da soli tredici piccoli vigneti, incastonati fra monti e colline, e nutriti da un placido sole (richiamato nelle graziose etichette color arancio), Stefano Salvetti e Laura Angelini – che mi guida nella degustazione – ricavano quattro proposte di vermentino, ognuna improntata ad approfondire un aspetto del tipico cultivar della zona. L'Augusto 2016 è il punto di partenza, sia della gamma presente, sia dell'avventura commerciale di Stefano e Laura: vinificato in acciaio, al naso è profumato e aromatico; in bocca è rotondo, minerale e salino, con una struttura già importante: ottima introduzione alle caratteristiche del vitigno. Da filari di oltre 50 anni di età, posti su terreni argillosi, arriva il Vigna Linda 2016, che si fregia della qualifica di Superiore: qui la macerazione sulle bucce è di circa 36 ore, mentre la permanenza in bottiglia si attesta sui quattro mesi. L'impressione complessiva è di una finezza più accentuata, con lievi note ferrose e una minima scia zuccherina nel sorso. Con il Solarancio 2015 la macerazione sulle bucce arriva a 48 ore, lasciando un segno evidente nel colore dorato intenso. Il bouquet di profumi resta ampio e ricco, così come il sapore, associato a grande pulizia e persistenza, per un vino che mostra grandi prospettive di longevità. Appena 500 bottiglie – sigillate in ceralacca - per il top dell'azienda, L'Aura di Sarticola 2015, che ha una genesi peculiare, nascendo dall'assemblaggio di uve con percorsi di vinificazione diversi (parte in legno, parte pigiata con i piedi, alla vecchia maniera e, in questo caso, anche con uve dell'annata precedente). Un processo articolato ma ampiamente giustificato, vista la resa finale: una beva morbida, suadente, che accarezza il palato e rilascia sensazioni fresche e durature. Due interessanti vini rossi, il Saltamasso 2015 (blend di sangiovese, merlot, massareta, canaiolo) e La Merla Del Becco 2015 (base di canaiolo più aggiunta di altre uve), coronano l'opera della Pietra del Focolare, cantina che di certo sa accendere ottime scintille.

TRENTINO Vallarom Avio (TN)

Un maso della Vallagarina abbracciato da sette ettari di vigneti, che funge da abitazione, cantina e – di recente – anche agriturismo, è il fulcro dell'attività di Filippo Scienza e della moglie Barbara Mottini, con la loro azienda definita “a conduzione matrimoniale”. Quasi impossibile riassumere in poche parole le infinite cure che Filippo riserva alle proprie uve, utilizzando un approccio volto a creare un ecosistema naturale per ridurre al minimo l'intervento chimico e meccanico sulla pianta, tanto da meritare la certificazione biovegan. La lista dei vini prodotti racconta il perfetto equilibrio fra volontà di sperimentazione e rispetto della storia territoriale raggiunto da Vallarom, di cui segnalo i principali esempi: il Vadum Caesaris Metodo Familiare 2015 (Pinot Bianco, Chardonnay, Sauvignon, Riesling) è un vino frizzante rifermentato in bottiglia, con lieviti sul fondo e tappo a corona, allegro e gioviale, con buona acidità; il Trentatre 2016 - bianco aromatico, profumato e sapido - è frutto di un progetto che punta al recupero di alcune uve trentine tradizionali (nell'occasione la verdealbara) e che coinvolge sei cantine della zona; il Lambrusco a Foglia Frastagliata 2015 (il nome non tragga in inganno!) nasce da un'altra uva autoctona, a piede franco, detta in dialetto “la brusca” per il suo carattere rustico e resistente, ed effettua un breve passaggio in legno: al naso esprime note vegetali, mentre risulta gradevolmente asciutto in bocca; il Fuflus 2011 (blend di Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Cabernet Franc, con affinamento in barriques), speziato e tannico, dal bel colore scuro, mostra in modo efficace il respiro internazionale che queste terre sono in grado di ottenere. Accanto a essi, non mancano vini più classici, tutti in purezza (Marzemino, Moscato Giallo, Pinot Nero, Chardonnay, Cabernet Sauvignon e due spumanti metodo classico), a completare una gamma che rispecchia in pieno la fantasia, l'energia e la passione proprie dell'azienda.


 Etesiaca itinerari di vino. BLOG

Guido Zini, autore del pezzo di oggi, ci racconta l'esperienza delle sue degustazioni a Terre d'Italia: "Al pari dell'edizione riservata ai produttori della Toscana, Terre d'Italia mi lascia una confortante certezza, quella di un'enologia viva e in fermento, capace di innovare con coscienza del passato e lo sguardo rivolto al futuro. "

Ti è piaciuto l'articolo?

METTI MI PIACE ALLA PAGINA FACEBOOK!

Per te è solo un click, per noi è un piccolo riconoscimento di tutto il lavoro che stiamo facendo!

LEGGI ANCHE..

Valdorcia. Etesiaca itinerari di vino blog

Città di Castello. Dal 23 al 25 aprile 2016 ospiterà la manifestazione del vino dei 100 migliori giovani produttori italiani



Scrivi commento

Commenti: 0