Un consiglio per fare bella figura a cena, regalando un vino senza spendere una fortuna

Autore: Guido Zini


Teatro del vino, Firenze, Toscana, Italia. Itinerari di vino. Blog Etesiaca

Volete un consiglio per fare bella figura a cena?

Regalate un vino di qualità, fatto con amore, da un piccolo produttore. Metterete tutti d'accordo, facendo bella figura, e, soprattutto non spenderete una fortuna.

A questo proposito, voglio darvi alcuni suggerimenti di artigiani del vino, che ho conosciuto durante l'ultimo evento a cui ho partecipato.

Teatro del vino, Firenze, Toscana, Italia. Itinerari di vino. Blog Etesiaca

Si parte con l'azienda Il Colombaio di Santa Chiara di San Gimignano (SI), dove la Vernaccia è prima di tutto una fede. Giampiero Logi, uno dei proprietari, mi descrive con entusiasmo il grande lavoro fatto in vigna per limitare al massimo l'utilizzo di agenti esterni nella vinificazione, come comprova la certificazione biologica che ogni bottiglia riporta. La filosofia è quella di garantire - vendemmia dopo vendemmia - costanza nel prodotto finale, anche rinunciando a maggiori rese per ettaro.

Il risultato sono tre ottime Vernacce dallo stile marcato: il Selvabianca, fresco e pronto, il raffinato cru Campo della Pieve, la selezione Albereta, con un breve passaggio in legno e dal sapore strutturato.

Accanto a essi, due Chianti Colli Senesi, il Campale e la riserva Il Priore, ed un interessante San Gimignano Colombaio (90% sangiovese con aggiunta di canaiolo e colorino; affinato in barrique per oltre un anno), formano la sezione dei rossi, sui quali l'azienda concentrerà prossimamente le proprie attenzioni.

Teatro del vino, Firenze, Toscana, Italia. Itinerari di vino. Blog Etesiaca

Spostandomi in Maremma, nell'area di Manciano (GR), voglio parlarvi dell'azienda di Antonio Camillo, vero cultore del ciliegiolo, ma non solo. Qui, con vigneti che arrivano a 60 anni di età, la tipica uva della zona è proposta in versione base e nel cru Vallerana Alta, ricavato dagli appezzamenti più vecchi: entrambi succosi e sinceri, dal colore avvolgente, col Vallerana che si evidenzia per ricchezza di aromi e potenziale longevità, tratti esaltati anche dalla permanenza in legno. Da sottolineare, in un territorio assolato che di norma combatte con l'eccessiva concentrazione delle uve, il notevole controllo del tono alcolico, ottenuto naturalmente lasciando più grappoli e fogliame sulla pianta.

Nei bianchi assaggiati la cifra distintiva è quella della gioiosità: così per il Tutti I Giorni (blend di vermentino, ansonica e trebbiano), allegro, gioviale e bagnato di mare, ottimo compagno quotidiano, e per il Toscana Bianco, uve procanico 100% con fermentazione sulle bucce per 15 giorni, colore intrigante di cipolla dorata e festa di richiami fruttati e floreali in bocca.

Teatro del vino, Firenze, Toscana, Italia. Itinerari di vino. Blog Etesiaca

Dalle suggestioni della costa passo a quelle dell'Appennino, con il Podere della Civettaja di Pratovecchio (AR), cantina protagonista, assieme ad altri pionieri, della riscoperta del pinot nero sulle montagne toscane agli inizi del nuovo millennio. Vincenzo Tommasi racconta le difficoltà della piovosa annata 2014, con almeno il 30% dei grappoli ripuliti manualmente dagli acini guasti. La grande perizia nelle fasi della vinificazione ha permesso di restituire la complessità e la polifonia di sentori del nobile vitigno, che in bottiglia esprime tutta la sua eleganza e sontuosità. Meno di 7000 le unità di Pinot Nero prodotte: piccoli gioielli di spiritualità enologica in una terra, il Casentino della Pieve di Romena, vocata alla quiete e alla meditazione.

Infine vi suggerisco di assaggiare i vini di Gabriele Mazzeschi, vignaiolo di Castiglion Fiorentino (AR), che ha raccolto le redini della proprietà di famiglia virando deciso sull'agricoltura biodinamica. Una scelta che va a tutto vantaggio della facilità di beva, a partire dal bianco Mezzavia (da uve trebbiano 75% e malvasia 25%), sapido e asciutto, per proseguire con i rossi Foramacchie (sangiovese con piccola aggiunta di cabernet sauvignon) e Commendatore (syrah in purezza), immediati e concreti, capaci di coniugare tradizione e note di gusto originali.


Guido Zini, qui sopra, è l'autore del pezzo di oggi. Ci racconta così riguardo alla sua giornata di degustazione.

"L'evento a cui ho partecipato si è realizzato il 5 e 6 febbraio scorsi grazie a Teatro del Vino, società di importazione e distribuzione attiva dal 2001, che ormai da qualche anno organizza, nello splendido palcoscenico di Villa Castelletti a Signa (FI), le proprie “giornate degli Oscar”, portando in assaggio i tanti prodotti di qualità presenti in catalogo.

Il giro d'Italia e d'Europa (nutritissima la rappresentanza francese) messo a disposizione del numeroso pubblico, sa parlare una sola lingua, quella del buon vino e degli infiniti piaceri che sa regalare, sia nelle denominazioni più note - Champagne, Barolo, Brunello – sia nelle piccole nicchie adatte a chi ama esplorare con curiosità terroir meno conosciuti. Come sempre, la Toscana riesce a soddisfare entrambi gli aspetti, e giovani realtà si affiancano ai nomi più affermati."

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