Fai un piccolo test: conosci davvero il Casentino?


Raggiolo. Itinerari di VINO. Blog Etesiaca

Se pensate di conoscere molto bene il Casentino, questo è l'articolo giusto per voi.

Ma se non lo conoscete per niente, allora fermatevi dieci minuti a leggere qui, perché andiamo a visitare uno dei posti più magici ed incantati che io abbia mai visto. Un itinerario di Vino.

C'era una volta un piccolo borgo di pietra, custodito dentro la gola delle montagne, così dentro che se non lo si va a scovare è molto difficile da trovare. Lo sarebbe anche per Harrison Ford. E così lo è stato anche per me.

Infatti io pensavo di conoscere molto bene il Casentino, ma in realtà non era così fino a sabato sera, fino a quando non sono arrivata a Raggiolo

Duomo di Orvieto. Itinerari di vino. Foto Etesiaca

Nel silenzio dei luoghi più lontani, in una dimensione fuori dal tempo e dallo spazio, Raggiolo è un piccolo borgo che si apre alla vista, oltrepassato Ortignano, sopra la valle della Raggina in mezzo a due fiumi. Siamo nel Casentino più selvaggio, ben lontani da Stia e Pratovecchio, più vicini a Poppi e Bibbiena, che da qui si vedono così.

Orvieto. Itinerari di VINO. Blog Etesiaca

A Raggiolo la storia si intreccia con la cultura, tanto il territorio ha da sempre influenzato la vita, scandita dalla spettacolarità della montagna, delle castagne, dei funghi, degli animali e del bosco, ma anche dalla difficoltà di comunicazione, di passaggio, di rapporti e di commercio.

Storie di longobardi e di signori feudali, di montanari che dei lori mestieri hanno fatto il loro sapere, ma anche del popolo dei corsi, che la tradizione vuole far derivare gli abitanti di questo borgo (i raggiolatti).

Di tutto questo oggi rimane questo piccolo gioiello incastonato tra le montagne sotto il Pratomagno, plasmato e pensato sempre e soltanto in relazione al suo ambiente ed al suo territorio impervio, tutt'ora in fase di recupero e ristrutturazione, tanto da divenire patrimonio di tutti con il recentissimo riconoscimento di Uno dei Borghi più belli d'Italia.

Raggiolo. Itinerari di Vino. Foto Blog Etesiaca

Il mio consiglio è di visitare Raggiolo al tramonto, cosicchè si possa ammirare il paese anche di notte (che con le luci sembra un presepe ed oltretutto è illuminato anche il suo parco antistante il fiume e lo stesso ponticino da cui si fanno delle foto stupende e dal quale ho scattato questa qui sotto). 

Raggiolo. Itinerari di vino. Foto Blog Etesiaca

Ed infatti sabato sera mi sono fermata a cena al Convivio dei Corsi, l'unico ristorante che si trova nel paese e che fa parte della omonima struttura alberghiera.

Caso ha voluto che sia stata davvero una bellissima sorpresa.

Quella di trovare il locale in questione un posto molto valido, che riesce a sfruttare la caratterizzazione di questo difficile ma generosissimo territorio.

Tutti prodotti a km0. Ad iniziare dal pane (fatto in casa da loro), poi carne chianina (come vuole la tradizione di questa zona) e piatti tipici toscani ben sapientemente rivisitati (anche qualche ricetta di pesce fresco, che qui non è chiaramente a km0, ma che ci sta molto bene nel menù per variare la scelta dei turisti, che qui spesso sono stranieri, e che in estate sono molto presenti). 

Una bella esperienza culinaria, insomma, che doveva in qualche modo avere un giusto contrappeso e valido supporto anche dal punto di vista enologico.

La scelta è caduta su un prodotto del territorio.

Trigono, Ornina. Itinerari di vino: Foto Blog Etesiaca

Il Trigono IGT Toscana Rosso di Ornina (azienda biologica e biodinamica di Castel Focognano in Casentino, Arezzo) è un vino prodotto solo nelle migliori annate (questo è il 2011) con l'85% di Sangiovese e il 15% di Canaiolo, Ciliegiolo e Pugnitello.

Viene maturato nelle botti di rovere francese per 18 mesi ed affinato successivamente in bottiglia per almeno altri 12 mesi. E' un vino che ha un carattere deciso e grintoso.  

Al naso esprime tutta la sua complessità ed in bocca sprigiona tutto il suo gusto, gli aromi forti di frutti rossi maturi (soprattutto ciliegia ed amarena) e tannini intensi cedono il passo pian piano alla rotondità ed alla raffinatezza di un vino che è stato affinato nel legno. Sul finale della bottiglia qualche residuo di posatura, che ne denota senz'altro la genuinità di un vino fatto in maniera molto naturale.

Ho trovato questo vino equilibrato e di buon corpo, niente da invidiare ad un Chianti o un tanto altro famoso rosso toscano; per me è stata soprattutto una piacevolissima scoperta di un'azienda del territorio aretino, oltretutto biologica e quasi biodinamica, che sta facendo degli ottimi prodotti e che mi auguro di poter andare presto a trovare.

 

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